lunedì 19 settembre 2016

Machu Picchu


Machu Picchu rappresenta il pezzo forte della Valle Sacra, la ciliegina su una torta di perle.
Della Valle Sacra (o Valle dell'Urubamba) ho già scritto, Machu Picchu merita invece un discorso a parte.



Ho avuto la fortuna di visitare questo luogo alcuni anni orsono, trovate qui una Photogallery completa.

Da Aguas Calientes alle cinque del mattino partenza sugli scassati autobus locali che portano fino al sito. Percorrendo una tortuosa e non troppo sicura stradina sterrata, si arriva all'ingresso del sito intorno alle sei, giusto in tempo per ammirare il sole dell'alba che accende di fuoco le rovine. 
La vista a quest'ora è incredibile, non c'è ancora molta gente, il sole sta nascendo e piano piano i suoi raggi illuminano le vestigia della città sacra inca meglio conservata.

È un'emozione molto forte. La guida attende paziente che lo stupore di noi turisti lasci il posto all'attenzione per le sue parole. Iniziamo poi la visita delle varie parti di Machu Picchu. Nella piazza sacra ci sono lama ed alpaca tenuti lì volutamente per contribuire alla pulizia del sito per impedire che la giungla lo inghiotta.

Citando Wikipedia, Machu Picchu nota universalmente come la città perduta degli Inca, è situato in una zona montana a 2.700 metri di altitudine nella valle dell'Urubamba in Perù.
Si suppone che la città fosse stata costruita dall'imperatore inca Pachacútec intorno all'anno 1440 e sia rimasta abitata fino alla conquista spagnola del 1532. La posizione della città era un ben custodito segreto militare, perché i profondi dirupi che la circondavano erano la sua migliore difesa naturale. Difatti, una volta abbandonata, la sua ubicazione rimase sconosciuta per ben quattro secoli, entrando nella leggenda. Scoperte archeologiche, uniti a recenti studi su documenti coloniali, mostrano che non si trattava di una normale città, quanto piuttosto di una specie di residenza estiva per l'imperatore e la nobiltà Inca. Si è calcolato che non più di 750 persone alla volta potessero risiedere a Machu Picchu, e probabilmente durante la stagione delle piogge o quando non c'erano nobili, il numero era ancora minore.
La città fu riscoperta il 24 luglio 1911 da Hiram Bingham, che stava esplorando le vecchie strade inca della zona alla ricerca dell' ultima capitale Inca: Vilcabamba Bingham compì parecchi altri viaggi ed eseguì scavi fino al 1915 e solo più tardi si rese conto dell'importanza della sua scoperta e si convinse che Machu Picchu era Vilcabamba. Di ritorno dalle sue ricerche scrisse parecchi articoli e libri su Machu Picchu: il più conosciuto fu; La città perduta degli Inca.
Paradossalmente Vilcabamba non era Machu Picchu: l'ultima capitale era a Espiritu Pampa: nascosta nella giungla, a poche centinaia di metri da dove era arrivato lui durante le sue ricerche.
Il sito archeologico fa parte del Patrimonio dell'umanità stilato dall'Unesco.


Accanto al sito domina il Wayna Picchu, il picco che sale ancora per centinaia di metri.
Consiglio: meglio sfruttare la possibilità di visitare le rovine al mattino senza l'enorme quantità di turisti che affluisce giornalmente da Cusco e che arriva intorno alle 11 del mattino.

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